SENZA FINE
di  Elisa Fuksas
Proiezione presso il Parco Verde di Via Larga - Via Giordano Bruno
UN RITRATTO AUDACE DI ORNELLA VANONI E DELLA SUA CARRIERA MULTIFORME E COLOSSALE
PROGRAMMAZIONE TERMINATA
Proiezione presso il Parco Verde di Via Larga - Via Giordano Bruno

La scrittrice e regista Elisa Fuksas aspetta in un autogrill Ornella Vanoni, per girare un film di cui lei sarà protagonista. Il set è l’elegante l’Health Clinic & Grand Hotel di Castrocaro (Forlì-Cesena), struttura termale inaugurata alla fine degli anni ’30, oggi spa e albergo a cinque stelle. Qui la cantante è accolta anche da un medico, a cui riferisce delle sue abitudini di vita, da dietro un vetro opaco. Tra un centrifugato di frutta, un bagno in piscina, una lezione di postura e un’indicazione di scena, un po’ si confida, molto spesso accenna canzoni, riceve la visita degli amici Paolo Fresu, Vinicio Capossela e Samuele Bersani. Intanto, regista e troupe, per lo più, rispettano e aspettano i suoi tempi, con ovvie conseguenze sul piano di produzione.

Scritto da Elisa Fuksas e Monica Rametta, così come il precedente e più personale iSola (2020), Senza fine è prima di tutto una manifestazione d’audacia: tentare di incorniciare in un film una carriera multiforme e colossale e una personalità esuberante come Ornella Vanoni richiede una certa spavalderia. Anche qualcosa di più, se si viene da fuori Milano.

Ma Fuksas non teme di mettersi in campo dall’inizio, da sola e a fianco al suo oggetto di ricerca: nella sua stanza, provvista di vasca sinuosa a un passo dal letto, ai vari tavoli dell’albergo, tra terrazze e ricercati angoli déco, in passeggiata nel parco, immersa in una piscina d’acqua verde.

Mentre raccoglie confidenze, come un’amica giovane, acquisita di recente, parimenti anticonvenzionale, inanella dettagli, l’occhio per l’inquadratura non manca. La chiave per avvicinare la creatura quasi mitologica che è “la Vanoni” – che in “Toy Boy” modula “È tardi, tardi, tardi / per me sirena tra la gente” e che ha come sorella d’elezione un’inseparabile barboncina di nome Ondina – è assecondarne la natura spontaneamente acquatica.

Inquadrare un corpo (da sempre) alieno, sessualmente anfibio, e immaginarlo gradualmente mutarsi in pesce. Idea che infatti, per quanto non praticata con sufficiente convinzione, regala il momento migliore del film – il finale – a cui da grande performer Vanoni si presta. Almeno, fino a un certo punto. Perché, nonostante la chimica evidente tra regista e primattrice, lo scambio tra personalità forti fa scintille, o più semplicemente perché il tempo a disposizione è troppo poco: non tanto per riformulare per l’ennesima volta ciò che è già stato detto in decine di tour, interviste, libri (“Una bellissima ragazza”), film (Ricetta di donna), ma perché il gioco abbia una sua rotonda compiutezza, uno scarto effettivo rispetto alla classica intervista di carriera che la regista dice di voler evitare.

Regia
 Elisa Fuksas
Cast
Ornella Vanoni, Samuele Bersani, Vinicio Capossela, Paolo Fresu, Elisa Fuksas.
Genere
Documentario
Durata
80 - colore
Produzione
Italia (2022)
Distribuzione
I Wonder Pictures